Il concetto di "Giusto" e "Sbagliato" nelle Psicologie non Strutturaliste (e nel


giusto e sbagliato nelle psicologie non strutturaliste

Spesso, una domanda che viene posta in terapia (sia da parte del cliente, sia da parte del Professionista) è quella del "Giusto o sbagliato".

Cosa è giusto e cosa è sbagliato è una questione che rientra nei valori individuali delle persone e della collettività dove siamo inseriti. Aspetto molto importante della vita delle persone, ma allo stesso tempo, molto privato. D'altronde, ragionare in termini dualistici di "giusto e sbagliato" ci può rallentare nell'individuazione di una soluzione al problema della persona. Giusto per chi? - potremmo domandarci - e se non è giusto per qualcuno, allora diventa automaticamente sbagliato? "E se fosse un po' gisuto e un po' sbagliato, come troveremmo la "giusta" dimensione?"

L'intenzione positiva di parlare in termi di giusto e sbagliato è quello di capire se la scelta che stiamo portando avanti sia la cosa giusta da fare. E' un modo per avere un criterio che ci chiarisca la bontà delle nostre scelte. Un altro modo per raggiungere la stessa Intenzione Positiva utilizzato all'interno delle Psicologie non Strutturaliste, e quindi nella Terapia Solution Building è quello di usare il costrutto di "utilità rispetto all'obiettivo".

A domande come "E' giusto o sbagliato, fare la tal cosa?" o anche"E' giusto o sbagliato non farla più?" io, solitamente replico: "Ti è utile o non ti è utile fare la tal cosa?" In base ai tuoi obiettivi, che utilità ne puoi ricevere?

Un dialogo incentrato sull'utilità di un comportamento, ad esempio, potrebbe essere:

  • "E' giusto o sbagliato che dia dello S****** a mio marito?"