Il gioco delle Parti


E' capitato a tutti, per situazioni gravi o innocue pronunciare frasi come "è più forte di me", "so che sbaglio, ma non posso fare altrimenti", "proprio non capisco perché lo faccio", con conseguente senso di colpa e impotenza nei confronti di noi stessi.

Come mai accade questo? Come mai, nonostante si sappia che quello che stiamo facendo è - razionalmente - fuori dalla nostra utilità, lo si continua a fare?

Una prima risposta ci viene dalla cara e vecchia Intenzione positiva, ovvero dal fatto che il comportamento in questione ci permette di ottenere un beneficio a cui non possiamo fare a meno.

Una seconda risposta, invece, ci viene dal concetto che qui voglio raccontare, quello di parte: ovvero quello di intendere il comportamento indesiderato non come una nostra azione ma come un'azione agita da solo una parte di noi.

Per "Parte" intendo qualsiasi aggettivo possa spiegare il nostro comportamento:

  • Una parte emotivamente fragile

  • Una parte "artistica"

  • Una parte "vecchia"

  • Una parte "femminile"

  • Una parte "maschile"

  • Una parte "arrabbiata"

Ecco, dall'alto di questa consapevolezza, se noi iniziamo a ipotizzare la presenza di una Parte, e quindi iniziamo a rivolgere direttamente a esse le domande per costruire le nostre