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Rendi la tua comunicazione un paradiso o un inferno usando questa piccola attenzione

February 19, 2018

Possiamo comunicare la stessa informazione in modo migliore o peggiore?

 

Possiamo farlo in modo tale che chi ci ascolta si senta tanto offeso quanto compiaciuto dalle nostre parole? Certo che possiamo!

 

Per farlo, dobbiamo dare attenzione ad alcune piccole cose. Quali piccole cose? Continua a leggere.

 

Se c'è una cosa davvero fastidiosa è proprio quella di voler dire una cosa gentile, semplice, utile a chi ci ascolta, e poi trovarci con davanti una iena inviperita perché si è sentita offesa dalle nostre parole!

 

Ti è mai capitato? Quanti problemi, dopo, sono accaduti? Quanto tempo poi hai speso per chiarire il tuo concetto, solo perché il tuo interlocutore aveva capito lucciole per lanterne? Solo perché aveva preso le tue parole per un attacco e non per un regalo?

 

Penso infinite volte. Questo accade soprattutto con le persone che hanno paura che possa sempre accadere qualcosa di negativo, di peggiore, di dannoso, quindi, per tutelarsi da questa loro convinzione, non ascoltano, ma passano all'attacco.

 

O può accadere anche perché noi, in prima battuta, non abbiamo avuto certe accortezze nel comunicare il nostro punto di vista.

 

In entrambi i casi, il risultato è lo stesso l'altro si sente attaccato e reagisce di conseguenza. Con tutto il corrimi dietro conseguente.

 

Comunque, qual è l'accortezza che dobbiamo SEMPRE AVERE quando comunichiamo con una persona?

 

Quell'accortezza che può fare la differenza tra un semplice confronto e un accesa litigata?

 

Quell'accortezza che ci permette di usare il nostro tempo per godere della vita, anziché di maledirla?

 

Quest'accortezza è quella che, quando parli con una persona, non stai mai parlando con una sola persona, ma con due: La persona e il suo equivalente, molto sensibile, di 8 anni.

Come cambierebbe la tua comunicazione, se davanti a te avessi un bambino di 8 anni che non vuoi ferire?

 

  • Se tu dovessi criticare una sua azione, gli diresti che quell'azione fa schifo o che quell'azione, a tuo avviso, non va bene e che magari può provare a fare diversamente?

  • Se tu dovessi dire di no a a una richiesta, gli diresti semplicemente di no, o innanzitutto proveresti a spiegare il tuo punto di vista?

  • Se tu dovessi proporre un'idea, gliela imporresti o proveresti a chiedere cosa ne pensa?

  • Se dovesse fare qualcosa di sbagliato, lo puniresti subito o ti impegneresti a capire cosa lo ha spinto ad agire così?

 

Ecco, vedi come cambia tutto? Come cambiano le tue azioni e come cambierebbero le sue reazioni davanti alle sue parole?

 

E' questo l'accortezza numero 1 che devi avere sempre a portata di mano. Pensare di parlare con una persona di otto anni che non va ferita.

 

Fatte queste premesse, qualsiasi tuo messaggio non risulterà un attacco, ma un messaggio di pace e di affetto.

 

Alcuni potrebbero pensare che si stia mancando di rispetto al nostro interlocutore, ponendoci in questo modo, ma la verità è che è proprio tenendo conto della sua vita emotiva che noi possiamo entrare veramente in connessione con quella persona.

 

Spesso pensiamo gli altri come persone imbattibili, che non sono suscettibili alle nostre parole, e invece lo sono. Caspita che lo sono. Ricordarselo può fare la differenza.

 

Questo non significa che non dobbiamo dire la nostra, eh. Dobbiamo eccome! Semplicemente, dobbiamo dire la nostra E dirla con - parafrasando una persona di mia conoscenza - "le utili parole nell'utile ordine". RIcordando che davanti a noi abbiamo una persona E un bambino di 8 anni spaventato che può venire facilmente ferito.

 

E ora, avanti, che il mondo è pieno di persone con cui comunicare!

 

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Antonio Amatulli è Psicologo, Consulente Sessuale e Coach Professionista. Spinto dalla volontà di garantire risultati concreti per i suoi clienti, si è formato in numerosi ambiti: Coaching, Ipnosi, PNL, tecniche di rilassamento, Terapia Centrata sulla Soluzione e Terapia Narrativa. 

 

Grazie alle sue competenze ha sintetizzato il suo approccio alla cura nel metodo "Solution Building Centrato sulle Competenze" un approccio focalizzato sull'allenamento delle competenze delle persone e non sulla ricerca continua di cosa ha creato il suo dolore.

 

Sul tema è uscito anche il libro "Terapia Solution Building - Centrata sulle Competenze" dove viene sintetizzato il suo attuale metodo di lavoro.

 

 

 

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