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Il Mio "Miglior Amico" Attacco di Panico - come superare gli attacchi di panico entrando in contatto con la loro intenzione positiva

December 12, 2016

 

Un titolo inusuale, per alcuni addirittura assurdo, per un argomento sulla bocca di tutti e vissuto da molti: gli Attacchi di Panico.

 

Cosa dire, in merito agli Attacchi di panico, che non sia già stato detto?

 

Le caratteristiche sono facilmente conoscibili tramite tanti altri articoli, anche i trattamenti più comuni sono ben conosciuti, da quelli farmacologici, ai trattamenti psicologici più comuni, come la Terapia Cognitivo Comportamentale e la Terapia Breve Strategica. 

 

Il focus del trattamento degli Attacchi di Panico, solitamente si concentra sulla remissione dei sintomi, (tachicardia, schiacciamento al petto, etc.), così da far scomparire i sintomi ed evitare alla persona di tornare a vivere questa esperienza spiacevole.

 

Quindi, cos'altro dire di nuovo o di poco detto? Ad esempio, che l'Attacco di Panico può essere un nostro alleato, addirittura può diventare il nostro migliore amico. Possiamo, quindi, apportare Il contributo della Terapia Solution Building al tema.

 

Possiamo innanzitutto incorniciare l'attacco di panico non come una malattia, non come un problema da togliere, ma come un messaggio da cogliere da parte del nostro corpo. Per poterlo comprendere, il messaggio va tradotto dal linguaggio delle sensazioni al linguaggio delle parole. Così potremo conoscere cosa il nostro corpo è intenzionato a dirci.

 

Che il corpo possa voler comunicare con la mente può sembrare un'affermazione strana, ma è quello che ci accade quotidianamente. Le nostre esperienze sono profondamente incarnate nel nostro corpo, esistono un gran numero di fibre nervose all'altezza dello stomaco e del cuore, le quali sono vere e proprie centraline di elaborazione dati.

 

Potremmo azzardare che siano vere e propria elaborazioni inconsce delle informazioni, perché sfuggono alla nostra consapevolezza verbale e siccome queste informazioni ci sono, esistono ed è una ricchezza saperle codificare.

 

Sono uno dei sistemi più efficaci che il nostro sistema nervoso abbia mai sviluppato. Le emozioni, le sensazioni, piacevoli o meno che siano, sono funzionali alla nostra sopravvivenza. Ad esempio, noi non proviamo disgusto tanto per il gusto di rimanere disgustati. Il nostro sistema nervoso ci fa vivere quella sensazione perché vuole tenerci lontano da cose che per un motivo o per un altro percepisce come pericolose da assimilare. Così come per il disgusto, anche per gli Attacchi di Panico.

 

Come possiamo tradurre il messaggio degli Attacchi di Panico dal linguaggio corporeo al linguaggio verbale? Potresti chiedere. Un metodo interno alla Terapia Solution Building è la "Tecnica delle Emozioni Disincarnate", che prende in prestito alcuni elementi di Terapia Narrativa (l'esternalizzazione), di PNL (le submodalità) e di Solution Building (le domande) la quale permette di poter recuperare il messaggio dell'Attacco di Panico, la sua intenzione positiva, il suo fine benevolo e aiutarlo a ottenere lo stesso fine senza agire l'Attacco di Panico.

 

In questo modo i risultati che otteniamo sono tre e sono importanti:

  • cogliamo l'intenzione positiva che il nostro sistema nervoso ci stava comunicando tramite l'Attacco di Panico

  • Insegniamo a noi stessi ed al nostro corpo a utilizzare nuovi metodi per comunicare le nostre intenzioni positive oltre all'Attacco di Panico.

 

Riconfigurando in modo positivo quello che un tempo era negativo, permettiamo a chi soffriva di Attacchi di Panico di poter crescere in termini di consapevolezza e di benessere e di poter tornare a vivere la propria vita con serenità.

 

In quest'ottica l'Attacco di Panico è veramente un nostro alleato, e può diventare il nostro miglior amico: perché esplorando lui, esploriamo noi stessi. Esplorando noi stessi, scopriamo nuove occasioni di miglioramento, evoluzione e crescita personale.

 

E ora, esercizio:

A prescindere dagli attacchi di panico, ci sono stati momenti, situazioni della tua vita che da essere percepite come fortemente negative si sono trasformate in tue alleate? Momenti bui che sono diventati momenti di rinascita, difficoltà che ti hanno permesso di diventare una persona migliore?

 

Quale parte di te devi ringraziare, per tutto ciò?

 

 

Antonio Amatulli

 

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