Ma è vero che non c'è solidarietà tra donne?


Parlando su Facebook con dei contatti è emersa questa domanda: "Perché non c'è solidarietà tra donne?"

Ora, questa domanda può sembrare generica e generalizzata, ma se qualcuno se la pone, molto probabilmente, ha vissuto l'esperienza di non ricevere solidarietà femminile nonostante se la stesse aspettando. E potrebbe essere utile ragionarne assieme.

Quindi la domanda può diventare: Quando si vive un'esperienza di non-solidarietà al femminile, cosa può averla generata?

Per poter rispondere a questa domanda, occorre prima porsene un'altra: "Perchè dovrebbe esserci una solidarietà femminile?" - Secondo quale norma, quale regola, quale riferimento culturale? "

Una risposta può essere che - in virtù dello storico rapporto di potere che la donna ha vissuto nelle società patriarcali, e che tutt'ora ha i suoi strascichi più o meno intensi - le donne devono essere solidali tra loro, perché solo unite possono esercitare il loro diritto all'autoaffermazione. Pena la sconfitta e il rimanere ancorate a una posizioni di inferiore potere.

Questa può essere una risposta (i sociologi e chi ha più sapere di me, arricchisca il discorso, eventualmente) che possiamo dare a questo quesito.

Ma se questi diritti all'autodeterminazione sono stati acquisiti? Se non è più necessario essere fronte comune contro un unico nemico (il potere patriarcale) ha ancora senso il richiamo alla solidarietà femminile? - Dipende da chi lo cerca e da chi viene chiamato a offrirlo.

Sia chiaro, io non ho la risposta, tant'è che sono pure uomo e qui si sta parlando di azioni da parte di donne. Semplicemente mi pongo delle domande partendo da una domanda che mi è stata posta.

Dicevo, ha ancora senso un richiamo alla solidarietà femminile? E' vero che le narrazioni patriarcali, di potere subordinato esistono ancora, ma sicuramente sono cambiate rispetto a 50 anni fa: i costumi sono cambiati e alle donne si sono aperte numerose porte di potere e di autodeterminazione un tempo impensabili.

E di sicuro è arrivato un elemento che forse era rimasto più in sordina in passato: la competizione.

Se sicuramente la società attuale permette assai più libertà rispetto al passato, questa stessa società à diventata anche assai più competitiva. E lo è diventata anche per le donne.

Quindi, un qualsiasi fronte comune contro un avversario culturale come la cultura patriarcale, soprattutto con una cultura patriarcale spaccata e messa ampiamente in discussione, subisce il colpo della competitività, la quale sotto intende che alla vittoria di una corrisponde la sconfitta dell'altra.

Tornando alla domanda iniziale, quindi, proviamo a rispondere partendo da queste riflessioni. La solidarietà tra donne non c'è quando, tra le stesse, serpeggia la competitività.

Sentendosi in gara le une con le altre, le prime mettono i bastoni tra le ruote alle seconde, nonostante le ingiustizie comuni subite nella loro storia.

Di conseguenza, nonostante alcune si aspettino solidarietà, le donne possono trovarsi in situazioni di indifferenza, non riconoscimento ed esclusione, tutte situazioni figlie della non - solidarietà..

In conclusione, quando una donna sente di vivere questo stato di non solidarietà, esclusione e indifferenza, per capire cosa sta accadendo nel suo specifico caso, può domandarsi, ad esempio:

  • "Per quale motivo, questa donna si può sentire in competizione con me?"

  • "In cosa, si sente minacciata da me, questa persona, che non può far fronte comune con me?

In questo modo magari non cambieremo direttamente il comportamento dell'altra persona, ma almeno potremo ipotizzare delle ragioni e di conseguenza capire come agire nel modo più utile a noi. E alla peggio potremmo anche smettere di frequentarle.

E tu? Hai mai riscontrato questa non - solidarietà tra donne? Come l'hai affrontata?

Antonio Amatulli

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Antonio Amatulli è Psicologo, Consulente Sessuale e Coach Professionista. Spinto dalla volontà di garantire risultati concreti per i suoi clienti, si è formato in numerosi ambiti: Coaching, Ipnosi, PNL, tecniche di rilassamento, Terapia Centrata sulla Soluzione e Terapia Narrativa. Questo gli permette di poter ascoltare e aiutare in modo personalizzato e concreto chi chiede i suoi servizi

E' autore di numerosi libri tra cui "Terapia Solution Building - Centrata sulle Competenze" dove sintetizzo il mio attuale metodo di lavoro.

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